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  • 22 Febbraio 2026

    La nostra salute è minacciata da molti inquinanti

    Viviamo in un ambiente fatto non solo d’aria ma anche di suoni, luci, sostanze e clima.

    Panorama notturno di una grande città illuminata con skyline di grattacieli e quartieri urbani.
    Nuove evidenze scientifiche documentano come accanto ai fattori di rischio tradizionali e allo smog, si aggiungano inquinamento acustico e luminoso, contaminazione da composti chimici sintetici, metalli pesanti, microplastiche e cambiamenti climatici. Questi “acceleratori silenziosi” condividono meccanismi biologici comuni: stress ossidativo, infiammazione, danno dell’endotelio, alterazione dei ritmi circadiani, causando ogni anno oltre 5,5 milioni di morti per malattie cardiovascolari.

    Lo smog da solo è responsabile di oltre 2 milioni di decessi l’anno per infarto e ictus, con una perdita media di più di due anni di aspettativa di vita e costi economici stimati in migliaia di miliardi di euro. Dati recenti collegano inoltre l’esposizione cronica al particolato alla comparsa di diabete, obesità e malattie come demenza, Parkinson e sclerosi multipla.

    Ma è il “cocktail tossico” metropolitano a preoccupare sempre di più. Il rumore da traffico, che in Europa supera i livelli di sicurezza per oltre il 20% della popolazione, non provoca solo disturbi del sonno: ogni aumento di 10 decibel è associato fino all’81% di rischio in più di ipertensione, e a un incremento di cardiopatia ischemica e malattia coronarica.

    Anche la luce artificiale notturna è tutt’altro che innocua. L’illuminazione stradale e commerciale continua sopprime la melatonina, impedisce il fisiologico calo notturno della pressione e viene associata a circa 10 mila morti l’anno per cause cardiovascolari.
    Vivere in aree con maggiore inquinamento luminoso aumenta il rischio di demenza e Alzheimer.

    Il cambiamento climatico aggiunge un ulteriore livello di rischio. Oltre i 20-22 gradi, ogni grado in più di temperaturaè legato a un aumento medio del 2,1% di mortalità cardiovascolare, per un totale di circa 100 mila morti l’anno nel mondo.

    Sul fronte chimico, alcuni composti presenti in pentole antiaderenti, tessuti impermeabili, cosmetici, imballaggi, sono associati a un incremento significativo del rischio di coronaropatia. Mentre micro e nanoplastiche, ingerite e inalate, si accumulano nelle placche aterosclerotiche rendendole più instabili e raddoppiando il rischio di infarto e ictus.

    Il seminario internazionale RespiraMi che si terrà a Milano il 2 e 3 marzo, organizzato dalla Fondazione Menarinicon il Policlinico di Milano e dall’Imperial College di Londra, punta a tenere insieme queste evidenze scientifiche e le risposte possibili: dalle politiche pubbliche, riduzione di emissioni da traffico, riscaldamento e agricoltura, barriere acustiche, regolazione dell’illuminazione, fino alle scelte individuali, come usare purificatori d’aria, tappi per le orecchie, timer per la luce e proteggere il buio della camera da letto.

    Perché viviamo in un ambiente fatto non solo di aria ma anche di suoni, luci, sostanze e clima, e da questo mix dipende sempre più la nostra salute.

    Foto: Unsplash