Nuove evidenze scientifiche documentano come accanto ai
fattori di rischio tradizionali e allo
smog, si aggiungano
inquinamento acustico e luminoso, contaminazione da
composti chimici sintetici,
metalli pesanti,
microplastiche e
cambiamenti climatici. Questi
“acceleratori silenziosi” condividono meccanismi biologici comuni:
stress ossidativo,
infiammazione,
danno dell’endotelio,
alterazione dei ritmi circadiani, causando ogni anno oltre
5,5 milioni di morti per malattie cardiovascolari.
Lo
smog da solo è responsabile di oltre
2 milioni di decessi l’anno per infarto e ictus, con una perdita media di
più di due anni di aspettativa di vita e
costi economici stimati in migliaia di miliardi di euro. Dati recenti collegano inoltre l’esposizione cronica al
particolato alla comparsa di
diabete,
obesità e malattie come
demenza,
Parkinson e
sclerosi multipla.
Ma è il
“cocktail tossico” metropolitano a preoccupare sempre di più. Il
rumore da traffico, che in Europa supera i
livelli di sicurezza per oltre il 20% della popolazione, non provoca solo
disturbi del sonno: ogni aumento di
10 decibel è associato fino all’
81% di rischio in più di ipertensione, e a un incremento di
cardiopatia ischemica e
malattia coronarica.
Anche la
luce artificiale notturna è tutt’altro che innocua. L’
illuminazione stradale e commerciale continua sopprime la
melatonina, impedisce il
fisiologico calo notturno della pressione e viene associata a circa
10 mila morti l’anno per cause cardiovascolari.
Vivere in aree con maggiore
inquinamento luminoso aumenta il rischio di
demenza e
Alzheimer.
Il
cambiamento climatico aggiunge un ulteriore livello di rischio. Oltre i
20-22 gradi, ogni grado in più di
temperaturaè legato a un aumento medio del
2,1% di mortalità cardiovascolare, per un totale di circa
100 mila morti l’anno nel mondo.
Sul fronte
chimico, alcuni composti presenti in
pentole antiaderenti,
tessuti impermeabili,
cosmetici,
imballaggi, sono associati a un
incremento significativo del rischio di coronaropatia. Mentre
micro e nanoplastiche, ingerite e inalate, si accumulano nelle
placche aterosclerotiche rendendole più instabili e
raddoppiando il rischio di infarto e ictus.
Il
seminario internazionale RespiraMi che si terrà a
Milano il 2 e 3 marzo, organizzato dalla
Fondazione Menarinicon il
Policlinico di Milano e dall’
Imperial College di Londra, punta a tenere insieme queste
evidenze scientifiche e le
risposte possibili: dalle
politiche pubbliche,
riduzione di emissioni da traffico, riscaldamento e agricoltura,
barriere acustiche,
regolazione dell’illuminazione, fino alle
scelte individuali, come usare
purificatori d’aria,
tappi per le orecchie,
timer per la luce e
proteggere il buio della camera da letto.
Perché viviamo in un
ambiente fatto non solo di aria ma anche di suoni, luci, sostanze e clima, e da questo
mix dipende sempre più la nostra salute.
Foto:
Unsplash